Documentazione
COS’E’ InFEA
La sigla In.F.E.A. (Informazione Formazione Educazione Ambientale) deriva da un programma del Ministero dell’Ambiente finalizzato a diffondere sul territorio strutture di informazione, formazione ed educazione ambientale.
In modo sempre più determinato a partire dagli interventi normativi degli ultimi anni, si è promosso lo sviluppo di un Sistema Nazionale per l’Informazione e l’Educazione Ambientale, a sua volta articolato nei diversi Sistemi IN.F.E.A. Regionali, un coordinamento ampio e flessibile che garantisca le necessarie osmosi e integrazioni fra interventi locali e azioni globali, fra politiche locali e scelte governative, fra l’impegno dei cittadini e quello delle amministrazioni.
Snodi strategici di tale Sistema sono i Laboratori Territoriali per l’informazione e l’educazione ambientale, i Centri di Esperienza (o Centri di Educazione Ambientale) ed i Centri di coordinamento regionale che operano sul proprio territorio e al tempo stesso scambiano esperienze, organizzano attività comuni, collaborano fra loro e con il mondo della ricerca, della scuola, dell’amministrazione, della politica e dell’impegno per l’ambiente.
LE STRUTTURE DELLA RETE
Ogni regione si caratterizza per una propria struttura di rete in base alla realtà territoriale ed alla diffusione dei propri centri. In generale la Rete di Educazione Ambientale che si è andata delineando nella maggior parte delle regioni italiane è fondamentalmente articolata su tre livelli: regionale, provinciale e locale.
Il livello regionale prevede un organo di indirizzo, coordinamento e verifica del Sistema Regionale IN.F.E.A. a supporto della Regione, costituiti generalmente da uffici di coordinamento supportati dai Tavoli Tecnici con il compito di realizzare, promuovere o sostenere attività di informazione ed educazione ambientale, e avviare la costruzione e il rafforzamento della Rete Regionale, favorendo la ricerca di sinergie, la concertazione e il confronto tra i vari soggetti.
Il livello provinciale prevede strutture che operano direttamente nel territorio costituite dai Laboratori Territoriali IN.F.E.A. che rappresentano centri di risorse e di iniziative educative, con funzioni di stimolo, confronto, sensibilizzazione, formazione, informazione (anche di sportello informativo), raccolta dati, orientati sui temi dell’educazione allo sviluppo sostenibile. I laboratori supportano inoltre, grazie alla presenza di personale qualificato, e la collaborazione diretta dei Centri di Esperienza, le attività di promozione, programmazione e realizzazione di progetti didattici ed educativi offrendo un supporto metodologico alla scuola, ad altre agenzie formative, alle associazioni, a cooperative, per promuovere, progettare, attivare, sperimentare progetti di educazione ambientale.
Gli utenti sono pertanto costituiti prevalentemente da adulti, educatori e animatori.
Inoltre, svolgono funzioni di mediazione tra le varie istituzioni e le comunità locali, in raccordo con il Centro di Coordinamento Regionale.
In particolare il L.T.:
· organizza incontri ed eventi formativi con educatori (gruppi di cooperazione e progettazione educativa, seminari, attività di laboratorio);
· promuovono e realizzano iniziative e campagne di EA
· supportano enti pubblici e privati e le diverse realtà locali nella promozione, predisposizione e realizzazione di interventi di valorizzazione, recupero e sviluppo, in un’ottica di gestione sostenibile delle risorse (processi di Agenda 21, turismo sotenibile, certificazione ambientale, agricoltura biologica ecc…);
· contribuiscono all’archiviazione dei materiali di informazione e formazione prodotti ed alimentano gli archivi del sistema informativo InFEA;
· gestione delle mediateche (biblioteche, emeroteche, diateche, videoteche ecc.);
· offrono servizi legati alla ricerca in campo didattico ed alla formazione di docenti e operatori
· favoriscono sperimentazioni locali, centrate su progetti inerenti alle tematiche dello sviluppo sostenibile.
La vera forza di un Laboratorio Territoriale si esprime attraverso la sua capacità organizzativa che deve essere orientata verso la massima partecipazione dei soggetti interessati, sin dalle fasi di programmazione e progettazione. Non una struttura verticistica e/o piramidale, ma orizzontale, dove le decisioni vengono prese di concerto con gli operatori della Rete.
Il Livello locale comprende strutture denominate Centri di Esperienza (o CEA, Centri di Educazione Ambientale) in grado di ospitare gruppi di soggetti che vivono, per un determinato periodo di tempo, un’esperienza diretta di educazione ambientale fortemente caratterizzata dalla peculiarità dell’ambiente in cui tali strutture operano. Gli ambienti naturali permettono infatti la realizzazione di percorsi educativi fortemente significativi volti a sviluppare una maggiore conoscenza dell’ambiente e una maggiore consapevolezza per la sostenibilità, a partire dal territorio in cui è vissuta l’esperienza. I centri propongono soggiorni educativi, visite ed escursioni guidate, attività di esperienza sul campo.
Possono disporre anche di spazi e attrezzature idonee alle attività di laboratorio didattico.
Ciò che è emerso dell’esperienza di molti CE, la vera “anima” dei Centri di Educazione Ambientale è rappresentata dal personale che li gestisce; sempre a diretto contatto con gli utenti e profondi conoscitori del territorio, sono gli interpreti dell’ambiente; le ricadute in termini educativi dipendono principalmente dal livello di preparazione, conoscenze, metodologie applicate dal personale che opera nella struttura.
Da rilevare che nella nostra regione sono attive strutture che pur essendo state finanziate come Centri di Esperienza in realtà operano attraverso attività analoghe a quelle dei Laboratori Territoriali, ma il loro campo di azione non è esteso all’intero territorio provinciale (Comunità Montane, GAL, Comuni).
Su scala locale operano anche altre strutture definite Centri Integrativi di Risorse quali:
I centri visita, in genere realizzati in aree naturali di particolare interesse; accolgono il visitatore che desidera addentrarsi ad esplorare il territorio mettendo a disposizione informazioni, materiale illustrativo e percorsi conoscitivi con l’obiettivo di tutelare e conservare l’identità ambientale, naturalistica e culturale del luogo.
I musei etnografici e naturalistici sono luoghi ad elevata esperienza percettiva dove l’accesso alle informazioni è guidato grazie all’esposizione di materiale facilmente osservabile e tradotto con linguaggi accessibili a tutti. Nei musei etnografici, in particolare, si documenta la cultura – materiale e non – dei gruppi umani. Sono luoghi in cui si raccolgono e valorizzano saperi “di tradizione” orale, rituale, sociale. I musei naturalistici “raccontano” invece il territorio sotto la lente scientifica della biologia, geologia, botanica, ecologia e di altre discipline scientifiche.
Le fattorie didattiche: sono aziende agricole o agrituristiche in grado di ospitare e svolgere attività didattiche divulgative, prioritariamente a favore delle scuole e, più in generale, dei cittadini. L’obiettivo di queste strutture è quello di far conoscere alle giovani generazioni il mondo rurale, le tecniche agronomiche e di allevamento, l’origine dei prodotti, il consumo, il patrimonio culturale, i costumi e le usanze, legate al mondo agricolo. Le fattorie didattiche valorizzano in questo modo il ruolo formativo e informativo dell’agricoltura, offrendo legami non solo con la natura ma anche con le dimensioni sociali, economiche e culturali dell’ambiente rurale
Altri centri risorse possono essere ad esempio le biblioteche e mediateche sull’ambiente e l’educazione ambientale, aree faunistiche ed orti botanici, musei naturalistici e culturali in genere, laboratori ambientali e scolastici, laboratori scientifici di istituzioni universitarie e di ricerca, sentieri naturalistici.
LE TAPPE FONDAMENTALI
Il primo dei Piani triennali del Ministero dell’Ambiente a intervenire in modo coerente e finalizzato per la realizzazione di un sistema nazionale per l’educazione e l’informazione ambientale, è stato avviato con l’attuazione della Legge 305/89, attraverso il Programma Triennale per la Tutela Ambientale (PTTA) 89/91, con il quale vengono identificati alcuni laboratori territoriali che formeranno il primo nucleo del Sistema.
Nella regione Calabria nacque il CEDAM – Centro di Educazione e Documentazione Ambientale, ubicato presso la sede del C.R.A.T.I s.r.l., all’interno dell’Università della Calabria. Per le caratteristiche della struttura, i programmi realizzati e l’ambito territoriale di riferimento, rappresenta di fatto il primo Laboratorio Territoriale in Calabria.
Nel frattempo, a livello nazionale, viene pubblicato il Programma di intervento per l’informazione e l’educazione ambientale, relativo al triennio 1994-96 che terminerà con un importante convegno dal titolo “A Scuola d’Ambiente”, svoltosi a Fiuggi nell’ottobre del ’97, voluto dai Ministeri dell’Ambiente e dell’Istruzione.
In quella occasione viene presentata la “Carta dei Principi per l’educazione ambientale orientata allo sviluppo sostenibile e consapevole” anche detta Carta di Fiuggi.
Nel ’98 il Ministero dell’Ambiente da il via al Programma Operativo Multi regionale Ambiente (POMA) attraverso il quale vengono presentati numerosi progetti, 21 dei quali ammessi a finanziamento.
In Calabria, attraverso questi fondi, oltre a consolidarsi l’attività del CEDAM, nascono il Laboratorio Territoriale della Provincia di Reggio Calabria e 3 nuovi Centri di Educazione Ambientale: il CEA Pollino, ubicato presso il Rifugio montano di Colle Marcione, nel Comune di Civita; il CEA Casa della Natura, presso il CRAS di Rende; il CEA Villa Vittoria a Mongiana (VV).
Si arriva così alla prima Conferenza Nazionale dell’educazione ambientale nell’aprile del 2000 a Genova, promossa dal Comitato Tecnico Interministeriale per l’attuazione dell’Accordo di Porgramma fra Ministero dell’Ambiente e Ministero della Pubblica Istruzione. In quell’occasione fu presentato, attraverso incontri e confronti, un articolato quadro della complessità e ricchezza del mondo dell’educazione ambientale in Italia e vennero inoltre esplicitati alcuni nodi di problematicità per lo sviluppo del Sistema nazionale INFEA.
A seguito della Conferenza, il 23 novembre 2000 viene ratificato in sede di Conferenza Stato Regioni, a Palazzo Chigi, il documento Linee di indirizzo per una nuova programmazione concertata tra lo stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in materia IN.F.E.A. (INformazione – Formazione – Educazione Ambientale) : verso un sistema nazionale INFEA come integrazione dei sistemi a scala regionale.
A questo accordo hanno fatto seguito l’istituzione del relativo tavolo tecnico permanente presso la Conferenza Stato Regioni e tre progetti interregionali con i relativi capofila:
1) Formazione per referenti regionali e nodi di rete; capofila regione Umbria
2) Sistema di indicatori di qualità; capofila regione Toscana
3) Produzione materiali editoriali; capofila regione Sicilia
Il primo progetto interregionale si è concretizzato nel 2004 con un corso di formazione rivolto in via prioritaria ai referenti InFEA regionali dal titolo “Managment di Rete e Sviluppo Sostenibile”. Dall’esperienza è nata una pubblicazione dal titolo “Condividere mondi possibili” che rappresenta oggi un essenziale punto di riferimento per chi opera nel campo dell’educazione ambientale.
Con il secondo progetto interregionale, i referenti InFEA di molte regioni italiane hanno partecipato alla individuazione di un Sistema di Indicatori di Qualità per l’Educazione all’Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile. I risultati di questo lungo e complesso lavoro di partecipazione, sono stati pubblicati in un documento dal titolo “Imparare a Vedersi”; questo rappresenta un utile strumento per l’applicazione di indicatori di qualità sui sistemi regionali e per l’individuazione ed applicazione dei Sistemi di Accreditamento per i Nodi della Rete InFEA.
In Calabria nel corso degli anni 2003/2004, attraverso il “Bando per la concessione di contributi per progetti ed azioni di informazione, formazione ed educazione ambientale da realizzarsi da parte di Centri di Esperienza e Laboratori territoriali esistenti e di nuova costituzione da inserire nella Rete regionale INFEA, viene istituito il Centro C.R.E.A.RE. (Coordinamento della Rete di Educazione Ambientale Regionale) presso l’Assessorato Ambiente della Regione Calabria.
Inoltre vengono finanziati 3 nuovi Laboratori Territoriali localizzati nelle tre province sprovviste di tali strutture (Vibo Valentia, Crotone e Catanzaro), e 9 nuovi Centri di Esperienza.
Nella Provincia di Crotone nascono così il Laboratorio Territoriale del GAL Kroton ed il CEA Villa Daino di Castelsilano. Anche il CEA del Marchesato di Santa Severina, operativo dal 2001, beneficia dei finanziamenti del Programma InFEA, accreditandosi in questo modo quale Nodo della Rete regionale.
Un altro importante passaggio è rappresentato dal 3° Congresso Mondiale dell’Educazione Ambientale che si è svolto a Torino nel 2005. In quella occasione, fu ufficializzato il passaggio di consegna dalla Regione Piemonte alla Regione Calabria, quale Capofila della Rete Nazionale InFEA; un mandato istituzionale molto importante e di responsabilità che coincide, su scala internazionale, con l’avvio del Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenible (DESS 2005/14) proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha affidato all’UNESCO il compito di coordinare e promuovere le attività del Decennio e che viene applicata in Europa attraverso la Strategia UNECE per l’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile.
I principi della Strategia UNECE sono stati ribaditi nel corso della Conferenza Stato Regioni svoltasi nel marzo del 2007, con l’approvazione di un accordo sugli “Orientamenti e obiettivi per il nuovo quadro programmatico Stato-Regioni per l’Educazione all’Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile”
Si riporta inoltre un documento relativo all’intervento del Dirigente del Dip. Politiche per l’Ambiente della regione Calabria, Giuseppe Graziano, tenuto nel corso della Presentazione del Progetto Interregionale: Una proposta di indicatori di qualità per i sistemi regionali di educazione ambientale – Imparare a vedersi, tenutosi a Firenze il 16/01/2006
Con Dec. n. 16550 del 4/12/2006, la Regione Calabria avvia la nuova programmazione annuale attraverso il ”Bando per la concessione di contributi per progetti ed azioni di informazione, sensibilizzazione ed educazione ambientale da realizzarsi da parte di Centri di Esperienza e Laboratori territoriali esistenti e di nuova costituzione da inserire nella Rete regionale INFEA”
Vengono così finanziati una serie di enti locali quali Provincie, Comunità Montane e Comuni che danno vita ad una serie di iniziative su tutto il territorio regionale ed alla nascita di numerosi nuovi Centri i cui titolari sono rappresentati appunto dalle Amminsitrazioni Pubbliche beneficiarie dei finanziamenti.
Il programma avrà termine il 31 ottobre 2008
Attualmente è in fase di realizzazione un monitoraggio dei Centri InFEA calabresi che ha lo scopo di rilevare le tipologie di strutture e l’organizzazione interna e che rappresenterà una fotografia della situazione attuale, utile alla programmazione futura.